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Creative coding: programmare in senso artistico.

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L’uomo e la macchina, i numeri e la fantasia… un po’ come dire apollineo vs dionisiaco.
Questi binomi infatti da sempre sono considerati delle strane coppie, di quelle che però – a parer nostro – sono quelle che possono funzionare meglio, per compensazione.
In effetti l’ennesima dimostrazione che la tecnologia, nel nostro mestiere, può essere strumento di evoluzione e fonte di ispirazione arriva dalla tendenza di cui vogliamo trattare oggi: il creative coding.
Sicuramente molti di voi non ne hanno mai sentito parlare, ma di certo si sono già imbattuti in progetti di questo tipo come osservatore o fruitore.

Quando si parla di coding, nel nostro settore e non solo, la mente va immediatamente alla programmazione e immagina quindi si stia parlando “semplicemente” di un’attività estremamente tecnica che costruisce interfacce, crea funzioni, impartisce regole… in pratica a ciò che fa funzionare le cose nel mondo digitale.
Ma il codice non è solo questo.

Come cita un’interessante articolo pubblicato su aiga.org

“Il codice è uno strumento, una stringa di numeri, glifi e lettere che, se disposti in un ordine particolare, possono essere branditi come un cacciavite. Ma il codice è anche un mezzo visivo, come l’illustrazione o la scultura, che nelle mani giuste può creare qualcosa di visivamente evocativo. Poetico, anche.”


E in effetti così è per tutti coloro che oggi, sempre più, utilizzano la programmazione per creare arte.

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Semplificando molto, possiamo dire che il creative coding è una disciplina che utilizza la programmazione per generare contenuti visivi che hanno potenziale espressivo e non funzionale.
Siamo quindi di fronte a progetti a metà tra la creazione artistica e la programmazione: l’obiettivo con cui vengono realizzati è quello di sviluppare delle composizioni grafiche animate attraverso un processo computazionale. Il risultato è qualcosa di estremamente scenografico che spesso permette anche di connettere vari dispositivi realizzando interazioni artistiche con l’ambiente. Il creative coding è infatti utilizzato spesso per creare visual in real time, installazioni artistiche, proiezioni e allestimenti creativi.

Arrivati a questo punto ci si potrebbe chiedere:
“Ok, ma la motion graphic è da tantissimo tempo strumento per la comunicazione visiva: cosa c’è di nuovo?”

Come abbiamo cercato di spiegare con poche parole, questo lavoro di codice, di matematica, tipicamente associato a realizzazioni prettamente funzionali, è un mezzo dal grande potenziale attraverso cui oggi lo sviluppatore può creare qualcosa di emozionante e coinvolgente, ma allo stesso tempo snello e flessibile.

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La tecnica non è limitata a progetti per allestimenti o sperimentazioni, per la sua capacità di comunicare su superfici diverse e attraverso l’interazione con gli strumenti più diversi, ma è ideale anche per creare visual per il web perchè permette di generare animazioni e effetti visivi che non rendano più ostica la navigazione, bensì più divertente!

Valentina Iodice

Strategic planner & copywriter, globetrotter and maniac.

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