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Micro influencer, macro redemption.

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Giulia Bencich ha 25 anni, 40 mila iscritti su YouTube e 10 mila followers su Instagram: questi sono i numeri di una giovane, decisamente ambiziosa, micro influencer.
Dopo qualche anno da truccatrice autodidatta, Giulia si è iscritta all’Accademia di trucco professionale di Roma, per specializzarsi ulteriormente in quello che, come già sapeva da sempre, sarebbe stato il suo lavoro.
Da 4 anni si è buttata a capofitto nel creativo mondo degli Youtuber, oggi ha aperto un blog tutto suo, dove racconta di bellezza, fashion e lifestyle e sta diventando un punto di riferimento per la community dei beauty lover, nonché un’interessante collaboratrice per le aziende di make up.
Abbiamo voluto conoscerla meglio, per saperne di più su questa professione in un settore in sensibile crescita.

Giulia, parliamo di te e della tua passione: quando hai cominciato a interessarti al mondo del make up? E quando hai pensato di utilizzare la rete per trasformare la passione in professione?
La professione e il canale YouTube sono iniziati parallelamente. Ho iniziato a truccare come autodidatta, poi ho deciso di iscrivermi all’accademia per truccatori, sapendo che, per quanto difficile, sarebbe diventato il mio lavoro.
Inizialmente non è stato facile: filmarsi dentro casa, pochi spazi in cui organizzare tutto il necessario… in più, creare contenuti per “nessuno” è impegnativo!

“Per nessuno”?
Inizio ogni video salutando i miei follower, ma dire “Ciao ragazzi” con 20 iscritti ti fa sentire un po’… come dire, fuori luogo!
Oggi è diverso, so che, se mi rivolgo ai “ragazzi”, loro mi ascoltano, mi scrivono per chiedermi consigli: è tutto molto bello.

Hanno un numero di follower ridotto, ma i loro contenuti appaiono autentici e credibili: cosa significa, oggi, essere un micro-influencer? E perché i brand riscoprono il valore di questa figura?
Le digital pr ormai da tempo sono cruciali per l’advertising del beauty, ma le influencer di grido già da un po’ hanno i costi di un vero e proprio testimonial.
Accenno al caso di Marlena Stell, una YouTuber americana: la creatrice del marchio di make up Makeup Geek, ha subito un fortissimo decremento delle vendite lo scorso anno, proprio a causa della mancata collaborazione con i top influencer. La Stell ha scelto di contattare solo “i grandi” e, non essendo riuscita a stringere alcuna collaborazione a causa dei costi proibitivi, si è automaticamente tagliata fuori una possibile rete di sostegno e comunicazione da parte di tanti piccoli influencer di settore.
Tutto questo per arrivare a dire che i brand, oggi, hanno finalmente scoperto il valore dei “piccoli”, non solo perché ne hanno captato il vantaggio economico, ma anche perchè hanno osservato la maggior fiducia che l’utente ripone in queste figure, giudicate più genuine, non “vendute” e più abbordabili dal punto di vista del contatto diretto.
I micro influencer hanno un rapporto personale con i fan della propria community.

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Torniamo al tuo canale, hai un target preciso a cui ti rivolgi?
Al momento, mi rivolgo a ragazze (90%) e anche ad alcuni ragazzi, dai 15 ai 40 anni.
In generale mi piace mostrare prodotti che possano soddisfare le più disparate esigenze, o di suggerire delle buone alternative nel caso in cui un prodotto che sto utilizzando non sia perfetto per tutti i tipi di pelle.

Quali sono i tuoi segni distintivi?
Sicuramente la trasparenza con cui recensisco i prodotti e il fatto che mi concentro sulle cose che molti danno per scontate: ad esempio, perché la spugnetta bagnata funziona meglio, come fare la sfumatura e cosa significa “colore di transizione”….
Anche un certo rigore nella scelta dei Brand con cui collaboro: mi capita di rifiutare delle condizioni che mi vengono imposte, non recensirei mai un prodotto che non apprezzo veramente.
“… in cambio, devi parlare bene del prodotto che ti mando” è un imperativo che per me
non esiste, ci tengo troppo alla fiducia dei miei followers!

Quali sono a tuo avviso i passi falsi che non bisogna mai commettere?
Mai mai esporsi su temi importanti: politica, razzismo… sono argomenti troppo profondi per trovare spazio in un canale di make up, meglio evitare.

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Raccontaci della tua ultima avventura digitale: il tuo nuovo blog ha appena due settimane, una scelta in controtendenza! Ultimamente molte blogger si affidano unicamente a Instagram più facile e meno impegnativo…
La mia vita è sempre in controtendenza! (ride)
Facendo tutto da sola, mi è utile avere degli scatti per un blog, poiché posso facilmente ri-utilizzarli su altri canali, così come anche i brevi testi che scriverò.
Si tratterà, infatti, di un blog tipo Instagram, molto grafico: nel mio ambito le persone non si soffermano troppo a leggere, preferisco dare risalto al visual storytelling.

Ultima domanda: come ti immagini tra 10 anni? Quale sarà il futuro di questa professione?
Affermata! Ci metto l’anima e sarebbe il coronamento di tanto lavoro.
Affronterò sicuramente progetti più importanti per arricchirmi di esperienze e far si che le persone che mi seguono siano sempre più soddisfatte del mio operato.
Per quanto riguarda il futuro, credo che sarà una professione in ascesa… o almeno, io ci spero!

E ci speriamo anche noi visto le stimolanti possibilità che questa nuova frontiera di digital communication apre!

Bianca Piatti

Digital analyst & social media manager, cat, pink and fashion victim.

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