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Caro diario.

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Come tutte le grandi storie anche la nostra ha inizio in un garage.
Anzi, nella cantina adiacente al garage.
La casa è quella dei genitori di Adriano che hanno messo a disposizione questo spazio inutilizzato a lui, all’epoca ventisettenne, e a Roberto, di due anni più giovane.

Adriano ha già alle spalle qualche anno di esperienza in uno degli studi grafici più importanti del pesarese, Roberto è appena tornato da Milano dove ha lavorato per l’editoria.
Il primo ha voglia di indipendenza; il secondo ha seguito il cuore, che l’ha riportato al paesello e gli ha fatto ritrovare quel ragazzo di qualche anno più grande che incontrava sempre in corriera, quando saliva a Urbino per frequentare la Scuola del libro, e ha rivisto qualche anno dopo all’ISIA.
Qui le loro vite finiscono di incrociarsi e si uniscono in un’unica strada: è via Giganti.
Al numero 66 aprono il loro studio: il nome scelto è Eikon, secondo Platone l’immagine come significato e come creazione.

Fin dalle prime collaborazioni il giovane portfolio comprende molti progetti grafici sviluppati per il territorio e per la cultura. Oggi sembra quasi impossibile immaginare il nostro lavoro totalmente dedicato alla pubblica utilità, con un’avanguardia stilistica che sfiora l’utopia, ma è esistito un tempo, gli anni del post-Dolcini, in cui in questo ambito c’era molto fermento e molta attenzione per i progetti di qualità.
Chi lo conosce però lo sa, Adriano in fondo è un nerd e anche Roberto ha sempre avuto una grande passione per la tecnica, parallelamente quindi i due decidono di investire anche nel web e nelle nuove tecnologie applicate alle rete.
La loro professionalità come grafici però è stata notata e ha già deciso il destino dello studio: le richieste di collaborazione cominciano ad aumentare ed è subito chiara la direzione che Eikon prenderà di lì a poco.

Questa agenzia nasce e cresce come studio di progettazione grafica, di type design e di comunicazione integrata: uno spazio creativo dove il graphic design è sempre stato considerato il punto di arrivo di una riflessione, della ricerca, della cultura. Qui, vent’anni fa come oggi, il grafico è sempre stato considerato un professionista e non uno che con i programmi si destreggia più o meno bene.
Probabilmente per tutte queste ragioni, il parco clienti ha cominciato da subito a crescere e a differenziarsi: dopo appena un anno arriva Gianluca, che di lì a poco diventerà il terzo socio, e subito dopo Anna, graphic designer e video maker. Per sostenere il team creativo entra in Eikon anche Sara, che si occupa di tutta la parte amministrativa.
Seguono Anna, Paolo, Eleonora, Mirco e tanti, tanti altri che negli anni hanno dato il loro contributo per delineare il dna di quello che oggi è un’agenzia di comunicazione a trecento sessanta gradi che si è aperta alla strategia e alla pianficazione, ma che non ha dimenticato il valore della creatività, della conoscenza e della progettazione più pura.

Nei nostri archivi c’è quella guida per il territorio del Montefeltro che Adriano e Roberto progettarono insieme quando erano ancora due freelance alle prime esperienze in cantina, ci sono i manifesti degli eventi culturali e dei tornei di minibasket di Fossombrone, ci sono ancora i computer di vent’anni fa. Ancora: ci sono tutti i materiali delle mostre fatte con Arthemisia (Picasso, il Perugino…), quintali di cataloghi e riviste, i primi jeans di Dondup con le prove di logo applicato, scatole e scatole di diapositive: perchè sì, quando Eikon era giovane, si scattava ancora a pellicola. Era tutto più difficile, ma tanto più romantico.
E poi ci sono le foto di tutti quelli che sono passati di qua, per un progetto, per uno stage o magari per qualche anno: molti tornano ancora a trovarci, altri (per questioni geografiche) ci seguono da lontano. In queste stanze di via Giganti restano la stima e tutte le idee che ognuno ha lasciato. Resta l’amicizia. Insomma, resta quello che conta.

In questo diario c’è un pezzo di tutti noi, di questi anni, delle nostre giornate, delle nostre idee sul lavoro di comunicatore oggi e sui progetti per domani. I nostri sogni con i leoni.

Se avrete il piacere di seguirci, saremo felici di avervi con noi per tutto il resto del viaggio.

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